Del maestro Giovanni March è stato scritto già molto, specialmente sulla sua biografia e parabola artistica, ma poco è stato detto sulle origini della famiglia, tranne qualche scarno dettaglio sul padre e sulla madre e un vago “di origini livornesi”. Per questo mi sembra giusto chiarire una volta per tutte sia la provenienza paterna che una curiosità relativa a una bisnonna.
Giovanni March nacque, come è noto, a Tunisi il 2 febbraio 1894 e morì a Livorno il 30 ottobre 1974. I genitori, il marinaio Enrico March (Livorno 1866-Alessandria d’Egitto 1906) e la corallaia Iginia Carlesi (nata a Livorno nel 1875) si erano sposati a Tunisi il 25 aprile 1893, come risulta dall’atto di matrimonio inviato tramite il consolato italiano di Tunisi a Livorno l’anno successivo.
Enrico March era a sua volta figlio dello scritturale Silvio March e di Leonilda Emma Martini, entrambi livornesi.
Ed è qui che la storia si fa più internazionale e interessante, infatti Silvio March era figlio a sua volta del mezzano marittimo Enrico Francesco March, nome italianizzato per François Henri March, nato a Nizza il 19 maggio 1816 e trasferitosi a Livorno poco dopo il 1841, dove aveva sposato il 28 maggio 1845, nella parrocchia dei SS. Pietro e Paolo, la signorina Adelaide Temelacchi di Livorno, una dei quattordici figli del negoziante Giorgio Temelacchi ed Emilia Turio.
Henry François March era dunque nizzardo, e curiosamente anche Giovanni March ebbe l’occasione di vivere a Nizza, magari senza sapere di essere originario proprio di quella città; il padre di Henri François, Pierre March, era una guardia carceraria, ed era nato a Villefranche-sur-mer nel 1787. Morì a Nizza il 20 marzo 1841.
Tornando ai Temelacchi, il negoziante Giorgio (morto a Livorno il 16 luglio 1849) era figlio del mezzano Giovanni Temelacchi e di Anna Nocetti; questo Giovanni era originario di Patmos, in Grecia, nato circa nel 1750, figlio di Demetrio Temelacchi, ed è stato il primo di questa famiglia a giungere a Livorno supponibilmente intorno al 1780. Morì poi a Livorno il 20 dicembre 1823.
Ecco dunque, ancora una volta, una “tipica famiglia livornese”, cosmopolita e internazionale, nella quale si trovano lingue, culture e religioni diverse che convivono in una città straordinaria come Livorno.



Estremamente interessante, come sempre.
Ma grazie!!