Per puro caso mi sono imbattuto in una pagina dei registri civili di matrimonio del Granducato di Toscana, in particolare della Cattedrale di Livorno, che merita certamente un breve articolo. Si tratta dell’Ottobre 1840, mese nel quale avvengono ben 4 matrimoni tra famiglie nomadi circensi di fama anche internazionale, uno dopo l’altro.
Li elenco in ordine temporale così come appaiono sul registro:
- Cammillo NAPOLI, saltatore, anni 27, figlio del fu Vincenzo e di Fortunata TAGLIAGAMBE, sposa il 3 ottobre 1840 Barbera HUTHOKANBARA?, saltatrice, anni 20, figlia del fu Antonio e della fu Chiara HAMPLET, testimoni Luigi COLIN e Eugenio CARTRAY.
- Gio. Antonio Eugenio CARTRAY, saltatore, anni 26, figlio di Ambrogio e di Rosalia BERREAU, sposa il 3 ottobre 1840 Anna SERICH, saltatrice, anni 22, figlia di Giovanni e di Sofia GRIN?, testimoni Luigi COLIN e Cammillo NAPOLI.
- Benedetto FOURAUX, saltatore, anni 19, figlio di Luigi e della fu Sofia Eloisa TOURNAIRE, sposa il 10 ottobre Maria Emilia PETERSON, saltatrice, anni 17, figlia del fu Gio. e delle fu Maria PETERSON, testimoni Luigi PETERSON e Eugenio CARTRAY.
- Pietro Celestino TOUSSANTS-HUET, saltatore, anni 24, figlio di Luigi Michele e della fu Maria Vittoria EBERA, sposa il 19 ottobre Maria Carolina LULAIT, saltatrice, anni 20, figlia del fu Maurizio e di Francesca Flavia BOUTHAR, testimoni Cammillo NAPOLI e Francesco DEBEH.
Per chi conoscesse un po’ la storia del circo in Europa, in questa lista appaiono delle famiglie di chiara fama: Cartray, Fouraux, Tourniaire… che evidentemente erano tutte in città, per uno o più spettacoli, con il loro entourage.
Vediamo alcuni dettagli di questi nuclei familiari e dei loro antenati:
Cammillo (Gio. Cammillo Paolo) NAPOLI era nato a Livorno il 24 gennaio 1814 da Gio Vincenzo Napoli, un domestico originario di Caprile (Lucca) e da Fortunata Maria Maddalena TAGLIAGAMBE, di Livorno, sposatisi il 26 giugno 1806 in Duomo a Livorno. Tra i fratelli e sorelle di Cammillo figurano Francesco Stefano Filippo, divenuto poi scritturale, Tommaso che fu cappellano e curato, e Adelaide Augusta Giuseppa che andò in sposa al doratore Giovanni Battista Cristiano BOLANI e furono genitori, tra gli altri, di Tommaso Bolani, il qale sposò una Fanny Leontida Giovanna FISCHER, figlia del noto commerciante di liquori e vini livornese Enrico Luigi Fischer.
Gio Antonio Eugenio CARTRAY, in realtà si chiamava Eugène Antoine, era nato a Parigi il 16 giugno 1815, da Ambroise CARTRAY e Rosalie Barbe BARAUD due artisti circensi (lui in particolare sembrerebbe essere stato di origini circassiane benché nato a Bruxelles da Rémi Didier CARTRAY, di Parigi, e da Lucie Jeanne “BOULOGNE”, artista circense figlia di Gennaro BOLOGNA).
La sorella di Lucie Jeanne, Marie Thérèse Angélique era la moglie di Pierre Louis FOUREAUX, famoso circense nato a Parigi nel 1758 circa e morto a Helsinki verso il 1828, padre di Louis Marie FOUREAUX (morto a Novara verso il 1846), altro famosissimo circense che aveva sposato, Sophie Eloise TOURNIAIRE, figlia del noto imprenditore circense Jacques TOURNIAIRE (1772-1829) e di Philippine Barbara Ludowika Katarina ROEDIGER.
Louis Marie FOUREAUX e Sophie Eloise TOURNIAIRE erano i genitori di quel Benedetto FOUREAUX della lista dei matrimoni in alto… Per via di questi incroci quindi Benedetto FOUREAUX e Eugène Antoine CARTRAY erano figli di due cugini di primo grado oltre che amici ed entrambi discendenti appunto di Gennaro BOLOGNA.
CURIOSITA’:
Di Louis Marie FOUREAUX o FOURAUX ho rintracciato un passaporto a La Rochelle del 1807 dove risulta essere insieme alla moglie e 5 figli e di altezza di 1,62m.
Sempre a La Rochelle risulta un passaporto anche per Philippine TOURNIAIRE, alta 1,56m.
Per Ambroise CARTRAY, padre di Eugène Antoine, il passaporto rivela invece che era alto 1,66m.
Per ulteriori informazioni vedere anche queste pagine:
https://www.circus-parade.com/2018/11/24/premiers-cirques-europeens-de-jacques-tourniaire/





Sempre estremamente interessante!
Grazie!
E sempre grazie mille!!
Sempre “scoperte” estremamente interessanti. Un grazie a Matteo Giunti
Ma grazie Susanna!