Edgar Degas, La famiglia Bellelli (1858-1869), Parigi, Musée d'Orsay

Note genealogiche sulla famiglia di Edgar Degas: la nonna livornese e i fornai di Orléans


Della famiglia italiana di Edgar Degas (1834-1917) si sa molto, soprattutto grazie al libro di Riccardo Raimondi, Degas e la sua famiglia in Napoli (Napoli, 1958), e agli studi di Jean Sutherland Boggs. Eppure, tornando ai documenti originali, alcuni dettagli vanno corretti, e c’è un aspetto poco noto che riguarda da vicino la nostra città: la nonna paterna del pittore era nata a Livorno.

Edgar Degas, La famiglia Bellelli (1858-1869), Parigi, Musée d'Orsay
Edgar Degas, La famiglia Bellelli, 1858-1869 (Parigi, Musée d’Orsay): la zia Laura Degas con il marito Gennaro Bellelli e le figlie Giovanna e Giulia. Pubblico dominio, via Wikimedia Commons.

Il nonno: non un nobile, ma il figlio di un fornaio

Il capostipite del ramo napoletano è René Hilaire Degas, il nonno del pittore. Nella tradizione familiare, ripresa da Raimondi, i De Gas sarebbero discesi da un’antica famiglia nobile della Linguadoca, i De Gast di Bagnols, poi trasferitisi a Orléans. I registri parrocchiali raccontano una storia diversa.

René Hilaire fu battezzato il 14 gennaio 1770 nella parrocchia di Saint-Marceau, a Orléans, e non a Meung-sur-Loire come spesso si legge. Era figlio di Pierre Degas, boulanger, cioè fornaio, nato a Meung-sur-Loire intorno al 1730 e morto a Orléans nel 1807, e di Anne Hue (1733-1786), che si erano sposati a Orléans il 26 luglio 1756 ed ebbero almeno dieci figli. Il padre di Pierre, Simon, era a sua volta un charcutier, un salumiere. Una famiglia di artigiani, insomma, e non di gentiluomini.

Atto di battesimo di René Hilaire Degas, Orléans, 1770
L’atto di battesimo di René Hilaire Degas, nonno del pittore: «le dimanche quatorze janvier mil sept cent soixante dix», figlio di «Pierre Degas, boulanger». Orléans, parrocchia di Saint-Marceau, 14 gennaio 1770 (Archives d’Orléans Métropole, registri parrocchiali di Saint-Marceau, 1770).

Una curiosità: nella stessa parrocchia di Saint-Marceau nacque nel 1784 Guillaume Gauguin, droghiere, nonno di un altro grande pittore, Paul Gauguin.

Nell’agosto del 1793, in piena Rivoluzione, René Hilaire si stabilì a Napoli. Lì fece fortuna come agente di cambio e poi banchiere: nel 1836 fondò con i figli la ditta “Degas Padre e Figli”, collegata alla casa di Parigi gestita dagli altri figli, e stabilì la famiglia nel palazzo Pignatelli di Monteleone, in Calata Trinità Maggiore, che i napoletani chiamavano “Palazzo d’o Gasse”. Morì a Miano, presso Napoli, il 31 agosto 1858.

La nonna livornese: Aurora Freppa

Intorno al settembre del 1804 René Hilaire sposò a Napoli Giovanna Teresa Aurora Freppa. Aurora era nata a Livorno il 27 dicembre 1782 ed era stata battezzata due giorni dopo nella Collegiata, cioè l’attuale Duomo (Raimondi indica invece il 1783).

Suo padre, Lorenzo Freppa (circa 1759-1837), avvocato e negoziante nato a Napoli, era titolare di una ditta con sedi a Napoli e a Livorno, per la quale lavorò lo stesso René Hilaire prima di sposarne la figlia. La madre era Maria Rosa Aurisicchio, morta a Napoli nel 1801. I Freppa venivano in origine dal Piemonte: il bisnonno, Giovanni Freppa, era nato a Cuorgnè, vicino a Torino, intorno al 1730, e morì negoziante a Napoli nel 1814. Una famiglia che si muoveva tra Piemonte, Toscana e Regno di Napoli, come tante famiglie di mercanti dell’epoca.

Aurora morì a Napoli il 13 aprile 1841. Di lei esiste un ritratto attribuito a Joseph Franque, allievo di David, oggi a Napoli. Dei suoi figli, sette arrivarono all’età adulta:

  • Rosa (1805-1879), sposata con Giuseppe Morbilli;
  • Auguste (Laurent Pierre Augustin Hyacinthe, 1807-1874), che a Parigi sposò Célestine Musson, di una famiglia di New Orleans: sono i genitori di Edgar;
  • Henri (Edoardo Enrico Carlo, 1809-1879), Edouard (Giovanni Odoardo, 1811-1870) e Achille (Carlo, 1812-1875);
  • Laura (1814-1897), sposata con il barone Gennaro Bellelli;
  • Stefanina (Emilia Adelaide Stefanina, 1819-1901).

In casa Degas, a Napoli, si parlava napoletano e italiano, e tutti i figli di René Hilaire vollero morire ed essere sepolti a Napoli. Lo stesso Edgar, con gli amici italiani, usava volentieri il napoletano.

Uno zio scomodo: l’antiquario Giovanni Freppa

Anche il fratello di Aurora, Giovanni Andrea Vincenzo Freppa, era livornese: nacque il 7 dicembre 1795 e fu battezzato il 10 nella Collegiata. Sposato a Napoli nel 1820 con Giovanna Cottrau, si stabilì poi a Firenze, dove divenne un antiquario molto noto, e in parte famigerato. Fu lui a spingere la manifattura Ginori di Doccia a riprodurre le maioliche a lustro del Rinascimento, alcune delle quali finirono vendute come autentiche, e fu lui a commissionare al giovane scultore Giovanni Bastianini i busti “rinascimentali” che ingannarono i musei: il più celebre è il busto del Benivieni, acquistato a caro prezzo dal Louvre ma eseguito da Bastianini nel 1864. Giovanni Freppa morì a Firenze l’11 luglio 1870.

Tra il 1858 e il 1859 Edgar visse a Firenze, ospite della zia Laura e del marito Gennaro Bellelli, esule politico: è il periodo in cui preparò il grande ritratto La famiglia Bellelli. Negli stessi anni il prozio Giovanni Freppa aveva bottega in città. Che i due si siano conosciuti è plausibile, ma per ora non abbiamo trovato documenti che lo provino.

Un lontano legame

Infine, una nota personale. Il 4 luglio 1861 Alfredo Morbilli (1834-1907), figlio di Rosa Degas e quindi cugino primo di Edgar, sposò Emilie Delamorte. Emilie era pronipote di Eugénie Delamorte (1801-1879), antenata diretta di chi scrive per linea materna, attraverso la famiglia Kotzian. Un legame per matrimonio e non di sangue, ma che mostra ancora una volta quanto fossero intrecciate le reti familiari dell’Ottocento.

In conclusione

Il pittore delle ballerine, parigino per nascita, aveva dunque radici in un forno di Orléans, in una casa di mercanti piemontesi e in una nonna nata a Livorno. È un buon esempio di come le genealogie “ufficiali”, anche quelle dei personaggi più studiati, meritino sempre una verifica sulle fonti primarie.

Fonti principali: registri parrocchiali di Saint-Marceau (Archives municipales d’Orléans); registri dei battesimi della Collegiata di Livorno (Archivio diocesano di Livorno); stato civile di Napoli (Archivio di Stato di Napoli, Portale Antenati); R. Raimondi, Degas e la sua famiglia in Napoli, Napoli 1958; J. S. Boggs, “Edgar Degas and the Bellellis”, The Art Bulletin, 1955, e “Edgar Degas and Naples”, The Burlington Magazine, 1963.

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