Tra le centinaia di tombe dell’Antico Cimitero degli Inglesi di via Verdi, a Livorno, ce n’è una che ha un primato: è la più antica lapide sopravvissuta. Appartiene a Leonard Digges, un giovane gentiluomo del Kent morto a Livorno nell’ottobre del 1646, ad appena 22 anni. Oggi possiamo osservarla da vicino anche grazie al modello tridimensionale che abbiamo realizzato.
Il modello 3D della tomba di Leonard Digges: si può ruotare e ingrandire con il mouse o con le dita.
L’epitaffio
L’iscrizione latina fu copiata nel maggio 1776 da Tommaso Notari e pubblicata nel 1793 sul Gentleman’s Magazine; la ritroviamo poi nella raccolta di Milner-Gibson-Cullum e Macauley, The Inscriptions in the Old British Cemetery of Leghorn (1906). Eccola, secondo la copia del 1776:
Hic jacet Leonardus Diggius Anglo-Cantianus, inter nobiles & vetustissimas familias (ex utroque parente) oriundus, illustrissimi scilicet viri D.ni Dudlaei Diggii equitis aurati, custodis rotulorum in Angliâ, (a D.no Johanne Diggio Milite, qui coenobium Fratrum Observantium in civitate Cantuariensi circa annum MCCVII propriis sumptibus struxit, & ditavit rectâ serie descendentis); necnon Mariae filiae et cohaeredis D.ni Thomae Kempii, equitis aurati, (ex eisdem penatibus quibus eminentissimus D.nus Johannes Kempius, Archiepiscopus Cantuariensis, et Cardinalis titulo S.ti Balbini, et postea S.ti Rufini, emanavit, prognatae,) filius natu quintus, qui Juvenis optimae spei, obiter ab hoc solo transiit in coelum VII die Octobris, anno MDCXXXVI [sic] aet. XXII.
Qui giace Leonard Digges, del Kent, nato da famiglie nobili e antichissime per parte di entrambi i genitori: figlio quinto dell’illustrissimo Sir Dudley Digges, cavaliere, Master of the Rolls d’Inghilterra (discendente in linea diretta da Sir John Digges, cavaliere, che intorno all’anno 1207 costruì a proprie spese e dotò il convento dei Frati Osservanti nella città di Canterbury), e di Mary, figlia e coerede di Sir Thomas Kempe, cavaliere (nata dalla stessa casata da cui uscì l’eminentissimo John Kempe, arcivescovo di Canterbury e cardinale del titolo di Santa Balbina e poi di Santa Rufina). Giovane di ottime speranze, mentre era di passaggio su questa terra salì al cielo il 7 ottobre dell’anno 1646, all’età di 22 anni.
Due osservazioni. Notari lesse l’anno come MDCXXXVI, cioè 1636: ma nel 1636 il cimitero non esisteva ancora, e la data corretta, come riporta la raccolta del 1906, è il 1646. E l’avverbio obiter, “di passaggio”, fa pensare che Leonard non risiedesse stabilmente a Livorno, ma vi si trovasse in viaggio quando la morte lo colse.

Montgomery Carmichael, nell’introduzione a quel volume, osservava che la lapide “deve essere rimasta in solitudine”, ben visibile sul prato fuori dalle fortificazioni, fino al 1649, quando a circa cinquanta metri di distanza fu sepolto Edward Langham.
Chi era Leonard Digges
Secondo le genealogie inglesi Leonard fu battezzato a Chilham Castle, nel Kent, l’11 dicembre 1622; ma i 22 anni dell’epitaffio fanno pensare piuttosto a una nascita verso il 1624, e già nel 1793 un lettore del Gentleman’s Magazine segnalava la discrepanza. Era il quinto figlio maschio di Sir Dudley Digges e di Mary Kempe, che ebbero in tutto otto figli e tre figlie. Nel 1637 fu ammesso al Gray’s Inn di Londra, una delle grandi scuole di diritto inglesi, insieme al fratello Edward. Ebbe legami con l’ambiente italiano di Londra: il suo nome compare tra le dediche dell’Italian Tutor (1640) di Giovanni Torriano, maestro d’italiano degli inglesi. Non sappiamo con certezza che cosa lo abbia portato a Livorno, porto in cui allora operava una piccola ma attiva comunità di mercanti inglesi; l’epitaffio lo dice soltanto “di passaggio”.
Una famiglia straordinaria
Il nome di Leonard è legato a una delle famiglie più interessanti dell’Inghilterra tra Cinque e Seicento:
- il bisnonno Leonard Digges (c.1520-1559), matematico e agrimensore, è considerato tra i precursori del telescopio;
- il nonno Thomas Digges (1546-1595), astronomo, fu tra i primi divulgatori in Inghilterra delle teorie di Copernico;
- lo zio Leonard Digges (1588-1635), poeta e traduttore, scrisse uno dei componimenti in lode di Shakespeare stampati nel First Folio del 1623;
- il padre, Sir Dudley Digges (1583-1639), diplomatico e Master of the Rolls, finanziò le esplorazioni di Henry Hudson e William Baffin: Cape Digges e le Digges Islands, nel Canada artico, portano il suo nome;
- il fratello Edward Digges (1621-1675) emigrò in Virginia, dove fu governatore della colonia nel 1655-1656 e tentò di introdurre la coltura del baco da seta.



I Digges e la nascita del cimitero
La storia di Leonard si intreccia con quella del cimitero stesso. Nel suo testamento del febbraio 1643 il mercante Daniel Oxenbridge lasciò una somma al ministro inglese di Livorno, Thomas Doubty, perché si acquistasse un terreno da destinare alla sepoltura degli inglesi: è l’atto da cui nasce, intorno al 1644, l’Antico Cimitero. Tra gli eredi di Oxenbridge figura anche il giovane Leonard Digges. Due anni dopo, quel terreno accolse proprio lui: la sua è la più antica tomba che ancora vi si conservi.
Da Leonard Digges ad Anthony Lefroy
C’è poi un filo genealogico che lega la tomba più antica del cimitero a un’altra sepoltura illustre dello stesso luogo. La sorella di Leonard, Anne Digges (1616-1664), sposò Anthony Hammond. Da loro discende il mercante e antiquario Anthony Lefroy (1703-1779):
- Sir Dudley Digges (1583-1639) e Mary Kempe
- → Anne Digges (1616-1664), sorella di Leonard, sposa Anthony Hammond
- → Phoebe Hammond (1648-1715), sposa Thomas Thomson
- → Phebe Thomson (1679-1761), sposa Thomas Lefroy
- → Anthony Lefroy (1703-1779), mercante a Livorno


Anne Digges era dunque la bisnonna materna di Lefroy, e Leonard il fratello della sua bisnonna. Nato a Canterbury, Lefroy si stabilì a Livorno verso il 1728; fu collezionista di statue, dipinti e soprattutto monete antiche, di cui pubblicò il catalogo nel 1764. Morì a Livorno il 13 luglio 1779 e fu sepolto il giorno dopo nello stesso cimitero, a 133 anni di distanza dal suo lontano prozio. Non sappiamo se Lefroy fosse consapevole di quella parentela, ma è suggestivo pensare che passeggiando tra le tombe abbia potuto leggere il nome dei Digges.
Un archivio di pietra
La tomba di Leonard Digges mostra bene che cosa possono raccontare le lapidi di un cimitero storico: non solo una data e un nome, ma intere reti familiari che attraversano secoli e paesi, dal Kent alla Virginia, da Londra a Livorno. È per questo che continuiamo a studiare, documentare e ora anche a riprodurre in 3D le tombe dell’Antico Cimitero degli Inglesi.
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